PENSIERI sPOSTATI

Fuori di me, dentro il mondo...
sabato, 04 ottobre 2008

I primi 5 minuti

Ormai sono passati quasi 15 giorni da quel lunedì 22 settembre in cui ho raggiunto il mio grande obiettivo, eppure ancora mentre sono ferma al semaforo o giro gli spaghetti, ancora ci penso e non mi sembra vero, oppure ci penso e mi lascio andare a quel senso di vittoria e di soddisfazione per aver realizzato un grande progetto e di potermi aspettare grandi cose d'ora in poi. La soddisfazione è più grande quando penso che ho fatto tutto da sola, e da sola ho superato tutti gli ostacoli che questo progetto prevedeva e tutte le delusioni che mi ha portato...ma quando voglio una cosa, la devo avere e ottenerla dà un grande senso di libertà.

A volte ancora penso di dover tornare a casa a studiare, ma poi mi ricordo la parte fondamentale: che il mio tempo non è più schiavo dei miei obiettivi...

E quindi mi dedicherò ad altri progetti, ai traguardi quotidiani, e anche alla parte di vita quella, a quella che poi alla fine è davvero la più importante per tutti.

Questi sono i primi 5 minuti in questi 15 giorni in cui non ho niente da fare perchè, se anche la prima settimana l'ho passata impegnandomi con tutte le mie energie a non fare assolutamente nulla di utile e costruttivo, la stanchezza accumulata era talmente tanta che anche riposarmi è stato impegnativo.

E poi un post dopo la ceretta del sabato potrebbe riuscire bene...chissà...

Resta quella bella sensazione che provo ogni volta che mi chiamano o si riferiscono a me con la mia nuova qualifica a cui non mi sono ancora abituata, nonostante qualcuno me l'attribuisse già da prima...ma ora è diverso, ora per me suona come un riconoscimento di un grande e pesante lavoro fatto, come un complimento per tutto l'impegno che ci ho messo e che sembrava infinito.

Però nulla in confronto a quella frase "La commissione è lieta di annunciarle che lei ha superato l'esame. Benvenuta tra noi. Benvenuta tra ...."

Ecco, al momento non ero molto presente a me stessa e non saprei dire che parole il presidente mi abbia esattamente detto al posto dei puntini, ma era qualcosa tipo "le belve" o "i cattivi" o "nella fossa dei leoni", insomma qualcosa di ironicamente dispregiativo...

Ora sono quello che volevo essere, come lo sarò è una questione di stile, quello dipenderà da me.

postato da Ally78 alle ore 11:28 | link | commenti
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domenica, 14 settembre 2008

L'ultimo giorno che si ripete...

Oggi è domenica ed è l'ultimo giorno di studio della settimana che si ripeterà, perchè prima dell'esame ci sarà solo un'altra domenica, peggiore di questa.

Il mio esame sarà il lunedì della settimana successiva, quindi il lunedì di domani non si ripeterà perchè quello della settimana dopo non sarò qui a studiare, ma in corte d'appello a puntare altri mesi della mia vita su poche domande...

Probabilente sarò la prima in assoluto, nessuno sarà interrogato prima di me, nessuna domanda sarà fatta prima della mia prima domanda e nessuna risposta sarà l'inizio dell'esame come il mio inizio, sarà un salto nel buio in un salto nel buio, sarà così come viene e spero che verrà bene.

Probabilmente durante questa settimana non scriverò più qui, forse scriverò solo qualche frase sulle pareti di un'altra casa virtuale che è casa mia, forse ancora più di questa, dove forse qualcun'altro mi ascolterà scherzare per non far vedere quello che davvero ho dentro e che neanche io voglio vedere.

Forse non scriverò dell'ansia di quei momenti che separano la porta dell'aula dalla sedia in cui mi dovrò sedere, quelli che si passano in pochi passi che si vorrebbero compiere al contrario.

Probabilmente non parlerò ancora del sorriso che mostrerò mentre penserò che quello che sta per succedere dipenderà solo da me, che lì seduta davanti a dieci persone che mi guardano nessuno mi potrà aiutare e nessuno lo vorrà fare. Non parlerò neanche della fine, di quando dopo quei lunghi 45 minuti uscirò dall'aula per passarne altri lunghissimi 5 lì fuori dall'aula, in attesa che qualcuno decida se io sia in grado di fare il lavoro che faccio già da quattro anni.

Non parlerò del momento in cui rientrerò lì dentro, nè di quello in cui riuscirò lasciandomi alle spalle quel grande palazzo grigio, e un'altra estate passata sui libri, ma parlerò solo di quello che ci sarà lì fuori e di quello che ci sarà dopo, perchè questo tempo già ha occupato troppo spazio, perchè dopo, ogni giorno sarà un giorno che si ripete di un'altra storia.

postato da Ally78 alle ore 10:50 | link | commenti (12)
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giovedì, 11 settembre 2008

Cosa hai raccolto?

Eh si...ho scelto il comic sans come se già non fosse abbastanza ironico o ridicolo quello che sto per scrivere...

Praticamente ho passato i miei primi anni di vita a correre, correre a piedi, in bici, sui pattini, a cavallo, ad arrampicarmi sugli alberi e in montagna, insomma...cadere poco spesso sarebbe stato impossibile.

E quando ero molto piccola, ogni volta che cadevo mio padre correva a chiedermi "cosa hai raccolto?"

e io (interdetta) "niente!"

e lui (sorridente) "allora perchè ti sei buttata per terra così di corsa?"

(Ha smesso quando ho cominciato a ridere ogni volta che me lo chiedeva)

Io mi ricordo quel momento che si ripeteva, quando non avevo tempo di piangere perchè mi veniva rivolta una domanda che non capivo ed ero troppo piccola per capirne l'ironia, ma il fatto che poi lui rideva mi tranquillizzava e mi faceva pensare a quello che era appena successo come ad una minkiata, niente di che, solo la noia delle ginocchia sbucciate (che ancora ricordano qualche piccolo segno), e il dubbio che quella domanda davvero avesse un senso serio.

sarà per quello che ho imparato a prendere con filosofia i problemi della vita? a non lamentarmi e non vittimizzarmi? No, è per molto altro che so rialzarmi con un sorriso quasi dopo ogni caduta, per motli altri motivi, ma quello è emblematico.

Tutto ciò per dire che capita di cadere, ma non capita di rialzarsi, per quello ci vuole forza e volontà.

Stamattina ho capito anche che ci si può rialzare e correre più veloce. ho capito stamattina che c'è una soluzione che può soddisfare tutti, ma proprio tutte le persone coinvolte...forse dovevo fare politica, perchè questa è davvero un idea contorta ma facile da applicare. La scrivo qui perchè a volte devo ricordarmi quello che voglio, perchè rischio di distrarmi, ma da tre ore ho un nuovo progetto, un grande progetto mai avuto prima.

Autorizzo chiunque legga questo post ad insultarmi se mi sentisse dire di aver abbandonato questo progetto senza motivo. Prego chiunque legga di farlo e prometto che una volta realizzato il progetto sarà visibile a tutti.

(Niente chirurgia plastica;)

postato da Ally78 alle ore 14:28 | link | commenti (1)
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lunedì, 08 settembre 2008

Settembre

forse sara'
quest'aria di settembre
o solo che
che tutto cambia sempre
l'estate va
e poi ogni giorno muore

e se ne va
portandosi con se' la mia allegria

forse sara'
quest'aria di settembre
o solo che
vorrei sognare sempre
ma poi perche'
di colpo tutto non e' facile

mi chiedo se
qualcosa resta o tutto se ne va

come i goal che facevo
contro una porta di legno

con le ginocchia sbucciate
di esterno,
goal!!!

come morire di sete
dopo una corsa d'estate
ma non ho piu' la mia bici da cross

e allora scaldalo amore
questo bambino che trema
che vuole tutto l'amore che c'e'

forse sara'
quest'aria di settembre
o solo che
sto diventando grande
ecco cos'e'
mi vien da ridere due lacrime

ma poi perche'
di colpo tutto non e' facile

come i goal che facevo
contro una porta di legno
e con le braccia alzate saltare,
goal!!!
e la mia mamma che chiama
che e' gia' pronta la cena
ma voglio ancora giocare
un po'
e allora salvalo amore
questo bambino che trema
che vuole tutto l'amore
che c'e'
come morire di sete
dopo una corsa d'estate
come aspettare natale
e poi le palle di neve
come aspettare natale (Luca Carboni)

Sabato sera, le luci del raccordo scorrono veloci, ma quello dipende da me che ho voglia di allontanarmi da un pensiero triste e arrivare in fretta dove tutto era impossibile da immaginare, come gli alberi di banane e i papiri dietro un cancello arruginito, come il raccordo senza traffico, il silenzio delle nove, l'aria di settembre.

 

postato da Ally78 alle ore 19:07 | link | commenti (1)
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giovedì, 04 settembre 2008

Dopo tutto

Dopo tutto non è importante pensare delle cose una notte quando poi la mattina dopo non esistono più, dopo tutto i pensieri sono pensieri, e pure se non si dimenticano, a volte spariscono.

Dopo tutto la scena dello squalo che si trascinava negli abissi quell'ibranato che si era appeso alla prua con una lampada in mano è stata pur sempre una interessante scena cinematografica, molto realista per quei tempi.

E poi dopo tutto ci sono dei momenti in cui non si vorrebbe essere tristi, perchè un motivo apparente non c'è, eppure succede...proprio come si piange per un mal di denti sentendosi ridicoli al pensiero.

E poi non fa tanta differenza se si perde un'ora di sonno a pensare, se poi ci si addormenta lo stesso, dopo tutto che cambia.

Dopo tutto non si può pretendere che gli altri capiscano al volo cosa pensi se quello che pensi è così difficile da spiegare...dopo tutto che importanza ha non essere compresi se c'è qualcuno che lo fa subito dopo, forse senza saperlo neanche o forse si...chissà, dopo tutto che importa saperlo se si è compresi anche più di quanto si aveva bisogno.

Dopo tutto che cambia se per cambiare la tua vita devi aspettare 20 giorni, loro passeranno in fretta, sei solo tu a vederli scorrere lentamente.

Dopo tutto che c'è di male nel passeggiare davanti al proprio cuore osservandolo come se fosse un grande quadro astratto, cercando di dargli un significato, un senso o di trovarci dentro qualcosa di reale, con l'intimo sospetto che un senso non ce lo abbia, e con la paura di non vederci niente dentro pur sapendo che di cose ce ne sono tante.

Dopo tutto va bene così.

postato da Ally78 alle ore 13:55 | link | commenti (2)
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martedì, 02 settembre 2008

Il tempo di un'estate

Il tempo di un'estate è un tempo troppo breve, intenso come il sole che la scalda anche quando per la maggiorparte si passa sui libri...

Ho un ricordo...era il 1985 ma avrei detto che fosse l'84...comunque ero a Taro, avevo sei anni, era un tardo pomeriggio, mentre i miei genitori preparavano tutto per il ritorno a Roma io e mia cugina Simona giocavamo tipo a nascondino nella jeep del padre che per noi era enorme, e alla radio c'era una canzone (che sarebbe rimasta nella storia) che diceva "L'estate sta finendo, un anno se ne va, sto diventando grande, lo sai che non mi va". Diceva così e io ricordo che nei miei pensieri di bambina mentre giocavo, in quel momento, mi sentivo triste perchè avrei voluto che l'estate durasse di più, che non stesse per finire, e anche che non finisse mai.

Ma come al solito a me nessuno mi da retta e non solo è finita quella, ma sono finite tutte le estati successive, e sta finendo anche questa, ma la cosa strana e che io sto ancora diventando grande e se mi va o no non lo ancora capito.

Questa estate ha lasciato ricordi di mare, di palloncini sorridenti illuminati dal fuoco sulla spiaggia, di conchiglie non comprate, di consigli sull'asciugamano, di chiacchiere sulle ciambelle galleggianti, di alberi, di feste, di concerti, di telefonate lontane, di giochi in piazza (per insegnare ai bambini di Lecce che di giocare a "un due tre stella" si può non smettere mai), di orizzonti albeggianti e tanto sonno e tanto altro.

Un abbraccio agli amici della vacanza, a chi mi ha aspettato, a chi mi ha accompagnato...

E come dice un saggio calabrese...l'anno inizia a settembre, perchè tutto ricomincia a settembre.

Buon inizio a tutti. 

postato da Ally78 alle ore 12:35 | link | commenti (2)
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mercoledì, 06 agosto 2008

L'insana abitudine di non esistere

Qualcuno si chiedeva come risolvere il dilemma tra essere o non essere...niente di più facile...gli altri ti preferiscono inesistente.

Ma si, perchè rompere le palle alla gente con le proprie legittime aspirazioni, le proprie idee e le proprie esigenze...perchè non fare contenti tutti non cambiando mai? Perchè non reprimere i propri desideri e rinunciare alla propria felicità per fare contenta gente che dalle tue scelte neanche rimarrebbe minimamente toccata? Perchè impedirgli di pensarti nel modo in cui si sono abituati, perchè rovinare cinque minuti della loro vita che passerebbero a trovare un altro modo in cui pensarti?

Facile e bello incontrarsi felici e contenti di aver fatto felice e contento qualcuno che non sa esserlo per conto suo neanche per cinque minuti...

Poi, si sa, giocare troppo ad un gioco implica che il gioco si rompa presto...ma anche tardi, ma sempre che si rompa...perchè se no si rompe lui, alla fine ti rompi tu.

E tu ad un certo punto li guardi mentre sono talmente presi da se stessi da non vedere altro...

Le cose più importanti sono quelle che andrebbero fatte meglio.

Amare è importante, perchè nessuno cerca di farlo meglio?

Amare ha molte forme, perchè non ammetterlo?

Amare non è un calcolo, non è una ricetta, non è il corrispettivo di qualcosa, non è un motivo.

A volte le persone non amano te, ma quello che si aspettano da te, amano quello che dai, i problemi che non crei e se un giorno senza creare problemi cambi un'idea, nessuno lo accetta, sembra un tradimento, perchè le persone scambiano la tua esistenza con le loro proiezioni...e così, anche se pensano di guardarti da sempre, non sanno di non averti mai visto.

Però arriva il momento in cui non importa che gli altri capiscano o no, che si offendano per niente, che si interessino di troppo, che si stupiscano dell'ovvio, che sappiano l'inutile, che si intristiscano senza un motivo, che si sorprendano tardi...

Il proprio esistere sarà una delusione per i molti che credono di amarti, ma resta un dovere nei confronti di chi ti ama davvero. 

Chi ama davvero non si limita alla presunzine di conoscerti, ma sa andare oltre, sa riconoscerti, conoscerti di nuovo nei tuoi cambiamenti, accettare le tue nuove idee, conoscere il tuo nuovo modo di esistere, di essere, perchè chi ti ama davvero ama te, non quello che sembri, te nel tuo essere te stesso in ogni momento.

Amare un oggetto inanimato è facile, non si sposterà mai, non lascerà mai vuoti ma neanche ne riempirà mai nessuno.

E allora chiedo scusa, ma io esisto.

 

postato da Ally78 alle ore 16:08 | link | commenti (6)
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lunedì, 04 agosto 2008

Amici di venerdì sera...storie di patatine fritte birre e altre storie!!!

Venerdì sera, ultimo giorno di una settimana lavorativa e di studio intensissima...tornare a casa senza saper decidere neanche cosa mangiare...

Avere in programma una serata al pub con una componente imprecisata dei tuoi amici...(non chiedo mai chi c'è...a meno che non sia disperatamente stanca)

Chiamo G. (aus) chiedere: "Chi c'è?"...in effetti ero disperatamente stanca e alzarmi dal divano sembrava impossibile come nuotare fino in Sardegna...

Ma una doccia fresca e il pensiero di tornare presto a casa aiutano ad uscire...

Tanto per aggiungere un che di emozionante...provare la Palmiro Togliatti per arrivare a via Tuscolana...possibilità di trovare traffico 0%, possibilità di perdermi 70%: non mi sono persa, ma ho trovato traffico per un incidente...la solità inutilità del calcolo delle probabilità...

Arrivare al Pub tra i primi (altra dimostrazione che la serata era speciale)...e trovare già due faccie simpatiche sedute ad ubriacarsi...F. (ette) e E. (otto)

Tempo due minuti arrivano gli altri...uniche donne io e V. (uzza)...

Si beve, si ride, si scherza, si mangiano delle patatine fritte buone buone...e arriva il momento della maionese...(o del ketchup...? Per certi utilizzi le calorie e il gusto sono indifferenti...)

La bustina si prestava...forma allungata...ideale per girare...per un gioco della bottiglia rivisitato, corretto, stravolto e adattato a giovani menti malate curiose e interessanti...

Si fanno domande adatte a risposte femminili...si cerca inutilmente e simpaticamente di convincere le donne presenti che le domande non vengono scelte appositamente al femminile...

Dopo il Pub c'è un tronco nel parco che qualcuno usa come sedia, qualcuno come letto per dormire...qualcuno lo vede spostato, qualcuno no....

Nel parco c'è gente, ma quello, che è il posto più comodo e suggestivo, è libero per noi...è nostro!

Si parla di sesso e sentimenti...discorsi un pò contraddittori a volte...a volte no...c'è solidariSMO femminile...comprensioniSMO e si raffrontano pensieri e sensazioni che differenziano uomini e donne.

E nel buio...si guardano le stelle senza trovarle...si fanno domande e si trovano risposte, si risolvono antichi dubbi di coscienza...si osserva e ascolta un romantico tramonto rosso; qualcuno dorme perchè nonostante la stanchezza del lavoro voleva proprio esserci...e c'era....qualcuno sollevava timidamente questioni (ua) e altri trovano nuovi argomenti.

E' venerdì sera..il sonno alle due di notte è sparito senza lasciare traccie di sè...si ritroverà più tardi...

Non uscire venerdì sarebbe stato un errore, sarebbe stato perdersi una serata tranquilla ma divertente, sarebbe stato non vivere una serena notte estiva...sarebbe stato non passare il mio tempo con delle persone speciali...quelle poche che, senza fare niente, trasformano una serata in quell'unica serata che si aveva voglia di passare!

Eravamo in sette...

postato da Ally78 alle ore 11:18 | link | commenti (2)
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giovedì, 31 luglio 2008

Mi credevo pilota...

Cazzo sono un idiota
ma come ho fatto a non accorgermi prima
dovevo proprio avere gli occhi bendati
per non vedere tutti i giorni passati,
sprecati, buttati
consacrati al niente
a quel continuo trastullarsi della mente
escogitando ogni nuovo espediente
per ripromettersi sempre la mattina seguente
la stessa carota
Cazzo sono un idiota
ma come ho fatto a non accorgermi in tempo
che il mondo si stava trasformando
mentre invecchiavo non mi stava aspettando
del resto lui non ha mai atteso nessuno
non sono il primo che si sveglia in ritardo,
tossendo
nel fumo di un locale notturno
tavoli da biliardo e il cantante di turno
che giudico già da una nota
sono un idiota
ma come ho fatto a non sentire i messaggi
quelli che i saggi hanno voluto lasciare
e che non erano bottiglie nel mare
ma storie canzoni, dipinti, parole anche se non le ho mai trovate da sole
ma come ho fatto a non distinguerle al volo
non mi consolo pensando al domani
se adesso sul piano le mani le muovo
ma la testa è vuota Tardi tardi tardi è troppo tardi
e non mi bastano i ricordi
quando si diventa sordi
l'emozione non si sente più
Tardi tardi tardi è troppo tardi
ci sono troppi sprechi
quando si diventa ciechi
la passione non si trova più
Cazzo sono un idiota
ho dato tempo al cuore di consumarsi
ma come mai la mia coscienza dormiva?
è la catarsi, quella televisiva
che ti libera e priva delle tue preoccupazioni
e delle tue riflessioni se non ti sai dominare
e non ci sono istruzioni da usare
sono solo evasioni
non si prevedono istruzioni per l'uso
Cazzo sono deluso
e mi vergogno di ogni fiamma che ho spento
del primo fuoco che bruciava nel cuore
e non è vero che non era il momento,
che c'è sempre del tempo
e che la fiamma non muore, no
non è vero se ora quello che sento
è poco più di un tepore
e non mi basta pensare al domani
se ho le mani piene di penne, carta, colori
ma la testa è vuota
Tardi tardi tardi è troppo tardi
e non mi bastano i ricordi
quando si diventa sordi
l'emozione non si sente più
Tardi tardi tardi è troppo tardi
ci sono stati troppi sprechi
quando si diventa ciechi
la passione non si trova più
Cazzo sono un idiota
ma come ho fatto a non capire che i danni
li avrei pagati tutti pesantemente
chi mi ha insegnato a dire sempre "la gente"
a pensarmi differente
a chiamarmi fuori
come se non facessi anch'io quegli errori,
li stessi
peggiori perfino se guardo al mio ruolo
che sono solo un passeggero del volo
e mi credevo pilota (Daniele Silvestri)

Scrivere l'autore di questa canzone mi sembrava superfluo ma legalmente era dovuto...

e quindi?

 come uno in macchina che sbaglia uscita e spontaneamente dice "cazzo ho sbagliato strada" pensando poi tutta una serie di conseguenze e riflessioni tipo "ora ci metterò molto di più", "ma era facile, come ho fatto a distrarmi", "che palle sarei già arrivata adesso" ...istantaneamente...così istantaneamente uno si rende conto in un attimo di quello che nn aveva capito per anni e magari toccandosi la fronte nel gesto di chi ha sbagliato o dimenticato qualcosa, magari in macchina al rosso di un semaforo, o in ascensore...all'improvviso pensa "Cazzo, sono un idiota"...eppure era facile capire, nn sbagliare, fare attenzione...ma le strade si sbagliano, si perdono, si cambiano, si percorrono fino alla fine, si attraversano e pure se sono quelle giuste, magari è sbagliata la direzione...chissà...poi arriva il momento che te ne accorgi e ti rendi conto di essere lontano dalla meta...e puoi decidere se cambiare destinazione o cambiare strada...con l'unica differenza che la prima non si può inventare, e magari, invece, la seconda si.

Insomma arriva il momento che...come direbbe Omer...

D'OH!

(Cazzo che post idiota!)

D'OH !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


postato da Ally78 alle ore 09:19 | link | commenti (6)
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lunedì, 28 luglio 2008

...quanti passi devo fare...

Sdraiata sul divano con il libro vicino sento le voci delle bambine che giocano di sotto nei giardini...loro urlano "o regina reginella quanti passi devo fare per arrivare al tuo castello"...

Facendo due conti veloci, ma proprio veloci, scopro stupita che saranno vent'anni che non faccio quel gioco, ma ancora mi ricordo quella sensazione delle sere d'estate, quelle tutte da vivere anche davanti a un muro che si trasformava in un castello, nella tana del nascondino, nel posto dove appoggiarsi col braccio e la fronte per un due tre stella...ed era tutto lì.

Ora sono qui sul divano con un libro vicino chesembra nn finire mai, che è il primo dell'estate, il primo di sette libri, della seconda estate passata a studiare, per superare un muro che non ha niete di estivo e spensierato forse proprio perchè davanti me lo sono messa da sola.

Eppure ancora mi ricordo bene la sensazione di quei giochi, di quelle estati,di quei giorni e di quelle risate che ora sento sotto le finestre...

Ora ci sono mille cose nella mia testa e io ne metto sempre altre...e sono sempre di più...ma quello che mi piace è sapere che posso, che mi sento libera di essere, che ho vicino delle persone che giocherebbero con me a quei giochi anche ora...anche quest'inverno in una notte fredda di montagna...anche con ua bottiglia sulle scale o sulla spiaggia, perchè quei vent'anni passati che sembrano niente...a volte sono ancora meno...

postato da Ally78 alle ore 21:36 | link | commenti (4)
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